Fuori dal rumore

C'è una solitudine che non fa male. È la scelta di salire così in alto da abbracciare il silenzio e raffreddare i polmoni con un'aria che non sa più di urgenza.
Seduto su una stella, il mondo sotto non smette di girare: smette solo di gridare. Gli uomini diventano un fiume calmo di puntini di luce sfuocate, scintille di un incendio che diventano cenere e si affidano al vento in un disequilibrio perfetto ed ordinato.
Da quassù le crepe sull'asfalto e quelle dell'anima hanno la stessa fragile forma: vene scure che raccontano dove la terra ha ceduto e dove il corpo ha tenuto. Il tempo perde il suo spigolo più affilato, sfumando in una distanza che chiarisce anziché nascondere.
Ti accorgi che niente è più come prima e che lasciare cadere il peso della memoria da un'altra quota non è e non sarà mai una fuga ma l'unico modo per non farsi spezzare dal tempo.
Non è dimenticare ciò che è stato, ma concedergli nuova forma e nuova vita: smettere di bruciare e imparare, finalmente, a soffiare.
Fabio Amazzini