Il mondo scompare in un sorriso

Custodisco, preziosamente, in un luogo nascosto dell'anima, quei giorni in cui la nebbia ti si deposita dentro, densa ed incolore, uniformando ogni pensiero e relegandolo ad un silenzio opaco. È quello che chiamano "lungo inverno dell'anima", un tempo sospeso in cui i contorni del mondo sfumano e le ore si succedono senza lasciare traccia, avvolte in un'attesa di cui nessuno conosce il nome.
Ma è proprio quando l'ombra diventa più fitta che qualcosa si muove. Si insinua tra le pieghe del giorno senza chiedere permesso, rivelandosi in piccoli, inspiegabili ricami di luce. È la vibrazione di un tritono che rompe il vuoto ma non risolve; è l'eco dorata di una lampara che scava l'oscurità e ci ricorda che il buio è soltanto il custode silenzioso di qualcosa che attende. È la grazia indecifrabile di un'espressione appena accennata, rubata allo sguardo di un estraneo, eterna nel tempo di un respiro.
La geometria del caos si azzera. L'universo si rimpicciolisce fino a svanire, lasciando posto a uno spazio che non fa paura, ma cura. Bellezza che non va spiegata. Bellezza che non va capita. Bellezza che va subìta. È un agguato silenzioso che azzera ogni difesa, lasciando che tutto il mondo scompaia, di colpo, in un ultimo sorriso.
Fabio Amazzini