Il peso del niente

23.08.2026

Rimanere sospesi sull'orlo sottile di un confine, a consumare scarpe e pensieri tra i vicoli bui dell'anima. Misurare, a passi lenti, il silenzio profondo dell'acqua, scrutare il segreto immobile che scorre sotto le cose, cercare, a mani nude, il senso nascosto tra le pieghe del buio. Accettare i passi falsi, le soste forzate e quei giorni lunghi e amari in cui il totale, alla fine, fa soltanto zero. Restare in cammino. La notte è quel momento in cui l'oscurità si fa solida, un muro immobile che finge di essere eterno, scoprirla fragile, proprio mentre sembra invincibile, a un solo millimetro dal cedere. Il mattino arriva sempre, anche quando smarrisce la via, anche quando la terra trema e pare che il sole abbia cambiato idea. Restare in quell'istante sospeso, mentre un giardino di stelle segrete aspetta solo di essere ascoltato, prima che tutto si accenda. Rimanere svegli ancora un po', ora che il buio e i sogni hanno smarrito le parole. 

Fabio Amazzini

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