Meridiano Zero

Il mare, di notte, cancella ogni confine. Non esiste un "sopra" e un "sotto": solo un'immensità scura che si muove senza fare promesse. Sei al centro del nulla, soltanto acqua, né buona né cattiva: un fluido immenso che asseconda la sua natura.
Il freddo sale lento attraverso il legno dello scafo. Le assi della barca flettono, scricchiolano sotto la pressione del buio, fragili e porose come le tue ossa. Eppure quel guscio sottile resta lì, ostinato a non andare a fondo, mentre un vuoto enorme preme da ogni lato. Una forza immensa a cui devi solo fare spazio senza che, però, ti riempia i polmoni.
Galleggiare diventa un millimetro di aria sopra la fine del mondo. Un respiro trattenuto, un patto silenzioso affidato all'invisibile.
Ci si perde, così, fluttuando nell'oscurità, finché il corpo smette di opporsi alla deriva, un battito alla volta. L' oceano, all'improvviso, non fa più rumore e diventa l'eco esatta di tutto quello che taci.
Fabio Amazzini