Meridiano Zero

28.06.2026

Il mare di notte cancella ogni confine. Non esiste un "sopra" e un "sotto": solo un'immensità scura che si muove senza fare promesse. Ed è proprio in quell'istante che ti ritrovi al centro del nulla, soltanto acqua, né buona né cattiva: un fluido immenso che asseconda la sua natura.

Il freddo sale lento attraverso il legno dello scafo. Le assi della barca flettono, scricchiolano sotto la pressione del buio, fragili e porose come le tue ossa. Eppure quel guscio sottile resta lì, ostinato a non andare a fondo, mentre un vuoto enorme preme da ogni lato. Una forza immensa a cui devi solo fare spazio, senza che, però, ti riempia i polmoni.

Galleggiare diventa un millimetro di aria sopra la fine del mondo. Un respiro trattenuto, un patto silenzioso affidato all'invisibile.

Ci si perde così, fluttuando nell'oscurità, finché il corpo smette di opporsi alla deriva. Un battito alla volta, mentre l'oceano smette di fare rumore e diventa l'eco esatta di tutto quello che taci.


Fabio Amazzini

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