Prima di un nuovo schianto

I pensieri hanno la consistenza della sabbia stretta in un pugno. Più si cerca di serrarli, trattenerli, e più sfuggono via tra le fessure delle dita, granello dopo granello, lasciando i palmi vuoti e una strana sensazione di inadeguatezza.
È in quel preciso istante che il mondo codifica il raccoglimento come assenza e ogni cambio di rotta come tentativo di fuga. La distanza è soltanto un miraggio. Chi sceglie il silenzio non volta le spalle alla vita, anche quando l'esistenza è neve tra le mani che, ahimè, anestetizza ogni possibilità. Chi sceglie il silenzio si porta addosso l'ombra inquieta di appartenere ad un tempo diverso e di guardare lo scorrere frenetico degli altri come si osserva un treno in corsa da dietro un vetro.
Mentre tutto va veloce, rallentare, custodire la propria lentezza, diventa un quotidiano atto di resistenza: non una fuga passiva ma un attrito ostinato, come il legno che indurisce all'ombra senza cedere alla fretta di bruciare.
Il tempo necessario affinché i frammenti smettano di vibrare e i pezzi tornino ad incastrarsi. Il tempo di raccogliere il fiato, riempire ogni spazio vuoto, fuori e dentro di sé, chiudere gli occhi e prepararsi... ad nuovo schianto.
Fabio Amazzini